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§ 307.

sent, is res omnium, the cprnmon field of war as well as of commerce. The purpose of maritime commerce is the enriching of the owner by transit over this common field, and it is the usual object of revenue to the power under whose government the owner resides. — The matter may, then, be summed up 'thus : Merchandise, whether embarked upon the sea or found on land [voir a ce sujet chapitre 7, § 143 et ss.], in which the hostile power has some interest for purposes of war, is primd facie a subject of capture. Vessels and theh cargoes are usually of that character. Of the inf inite varieties on shore, some are of this character, and some not. There are very serious objections, of a moral and economical nature, to subjecting all property on land to mihtary seizure. These objections have been thought sufficiënt to reverse the primd facie right of capture. To merchandise at sea, these objections apply with so little force that the primd facie right of capture remains."

We start, accordingly, in considering the present case, with the broad proposition that ah enemy property — ships and cargoes — may, after the outbreak of war, be captured jure belli on the sea or in rivers, ports, and harbours of this country

Italië.

Cervignano e Friuli (596) : „La (preda esphcantesi sulle navi mercantili nemiche) è un reliquato del vetusto diritto delle genti, secondo il quale tutto ció che veniva preso al nemico, in terra od in mare, apparteneva al cattore. — Proclamata aU'ultimo quarto del secoio XVIII, sotto 1'influenza delle teorie degli economisti del tempo, rinviolabilita della proprieta privata anche sul mare, ben presto la pressione degli interessi eornmerciali antagonistici degli Stati rivali, che non di rado, oltre ad agire da motivo determinante lo scoppio delle guerre, inf orma le direttive dei belligeranti, impose il ripristino della preda delle navi e dei carichi nemici, siccome il mezzo piü efficace per interdire al nemico 1'uso del mare e colpire con 1'arresto degh scambi le sorgenti della sua vita economica e le condizioni della sua esistenza II legislatore italiano volle ancora tentare nel Codice del 1877 1'abolizione di un uso che reputava contrario ai principi del civüe progresso; ma, ammaestrato daü'esperienza, non manco di subordinare neüa pratica gli effetti dell'abolizione al corrispondente comportamento che avrebbe tenuto il nemico. Ció serve a caratterizzare di rappresaglia 1'esercizio del diritto di preda marittima che, nella imminenza deü'apertura deüe ostüita contro 1'Austria-Ungheria, il Governo del Re credette opportuno di autorizzare, con espressa deroga aüe disposizioni degli articoü 211 e 243 del suddetto Codice, motivata nel R, decreto 16 maggio 1915, n. 650, dal fatto che ,,le potenze beüigeranti neü'attuale conflitto internazionale esercitano ü diritto di preda ed hanno ritenuto nei propri porti le navi mercantili nemiche che vi si trovavano aü'inizio deüe ostüita."

II carattere di rappresaglia, che è venuto cosi ad assumere 1'esercizio deüa preda autorizzato dal nostro Governo, induce a tenere presente la

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