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§ 539.

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nave ha lasciato un porto neutrale posteriormente alla notificazione del blocco, fatta in tempo utüe, alla potenza cui appartiene quel porto, ed U veliero (Aghios Caralambos) lasciö il porto di Corfü molto tempo dalla notificazione awenuta a cma deU'Italia il 26 maggio (savoir le 23 juin 1915). — È vero che l'art. 15 della Dichiarazione di Londra ammette la prova in contrario ; ma questa prova in contrario è ben lungi dall'esser fornita coi due certificati prodotti, 1'uno rilasciato dalla Legazione di Grecia in Roma e 1'altro dal console generale itahano in Corfü. — Non la fornisce il primo dei detti certificati, perchè (a parte la osservazione che è rilasciato dalle stesse autorité elleniche che avrebbero dovuto comunicare la dichiarazione di blocco alle autorité, portuali dipendenti), è indiscutibile che il contenuto dello stesso non costituisce alcuna prova deU'asserta ignoranza, essendosi potuto conoscere altrimenti la dichiarazione di blocco [e potendo altrimenti conoscersi permaner deve la presunzione della conoscenza del blocco, a distruggersi la quale presunzione occorre una prova chiara, precisa, evidente (citation supplementaire tirée de la décision Aghios Spiridion)]. Oltre di che la cennata ignoranza è del tutto inverosiimle non solo per la continuité. dei rapporti intercedenti tra gli abitanti di Corfü e delle vicine coste aha linea di sbarramento, ma ancora per il lungo decorso della imposizione del blocco, awenuta quasi un mese prima dalla partenza del veliero. Oltre a ció la inattendibilita del suddetto certif icato emerge ancora da questa ineluttabüe considerazione. La Dichiarazione di Londra se paria di prova in contrario, questa prova in contrario deve essere relativa a quella ignoranza, che si origina da fatti imputdbili alla nazione bloccante, come è a dire quelli inerenti ad una difettosa dichiarazione di blocco, ad una irregolare notificazione di esso, owero da fatti accidentali e speciah della nave ; ma non mai, come è logico, a fatti di negligenza dei navigli in partenza, o di inadempimenti imputabili alla nazione, cui incombe il dovere della comunicazione alle autorité, dipendenti portuali deU'awenuto blocco. E come chi nella specie si versa appunto nella ipotesi d'ignoranza dipendente da inadempimento imputabile alla Grecia, cotesta ignoranza non puó avere effetto giuridico di fronte e a danno deU'Italia per le indeclinabUi norme di diritto comune e del diritto deUe genti, le quali norme non permettono che si risponda delle conseguenze del fatto altrui. — Non fornisce la prova in contrario ü secondo dei certificati. In effetti con esso si attesta che il console generale d'Itaha in Corfü ebbe ordine di non vidimare le patenti per i porti dell'Adriatico, deU'Albania e del Montenegro con telegramma del 27 giugno ; ma cotesta attestazione ni una influenza ha e puó avere sul fatto deUa ignoranza, sul fatto deUa buona f ede dei veheri. Non ha alcuna influenza, imperocchè niuno accenno si fa alla dichiarazione di blocco, e non puó averla, perchè queUe patenti son rilasciate unicamente a scopi sanitari. — Se non che aUa difesa è piaciuto affermare che il suddetto certif icato o s'interpreta nel senso che ü console fino al momento del rilascio di esso non aveva avuto dal suo Governo alcuna comunicazione deUa dichiarazione di blocco, e quindi se egli lo ignorava ben poteva ignorarsi dai Greci; owero 1'aveva avuta,

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