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§ 541.

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a tali pratiche rimasero estranee le autorita italiane [les réclamants avaient déclaré connaitre l'existence du blocus, mais ignorer que c'était l'Italie qui 1'avait établi], neppure si è dimostrato che una vera e propria autorizzazione sia mai stata accordata dalle altre autorita diplomatiche degli Stati alleati, e tutto ció anche a prescindere dall'argomento principale ed assorbente, che, cioè, date le precise e chiare disposizioni del decreto Luogotenenziale 4 luglio 1915. in base al quale ebbe luogo la cattura del veliero, evidentemente il permesso del libero passaggio non avrebbe potuto essere rilasciato, con piena efficacia legale, che dalle soie autorité marittime indicate dal decreto medesimo .... E in ogni modo sarebbe assurdo pensare che, di fronte al decreto Luogotenenziale, che aveva proclamato U blocco dell'Adriatico e fatto obbligo a tutte le navi di qualsiasi bandiera di recarsi a Gallipoli per ottenere il salvacondotto, sotto la pena delle sanzioni stabilite per la violazione del blocco, ü capitano dell' Evangelistria potesse supporre di essere dispensato dall'osservanza di quelle rigorose prescrizioni, sol perchè, prima della partenza, era stata iniziata qualche pratica per ottenere ü lasciapassare, pratica rimasta priva di risultati concreti. E quando anche avesse ció supposto, questa supposizione evidentemente non lo potrebbe sottrarre alle conseguenze del suo errore e del suo operato in aperto contrasto con le disposizione del decreto Luogotenenziale. — Nè vale opporre, come oppone la difesa, che la destinazione della nave fosse innocente perchè diretta a Durazzo con carico destinato al Montenegro, e che tanto basta ad escludere la ipotesi di violazione di blocco, il quale evidentemente ha lo scopo di chiudere i porti nemici, e non gia di parahzzare la navigazione verso il porto dello Stato che ha dichiarato U blocco o dei suoi alleati. — In proposito è da osservare che ogni questione deve essere risolta alla stregua delle particolari e tassative disposizioni del decreto Luogotenenziale 4 lugho 1915, piü volte ricordato. Questo decreto.... fa obbhgo a tutte le navi di recarsi a Gallipoli a di munirsi ivi del salvacondotto. Evidentemente ogni indagine sulla nave, sulla natura del carico, sulla destinazione e suU'itinerario che essa deve seguire, è riservata aha esclusiva competenza dell'autorita marittima, e deve essere compiuta dall'autorita stessa al momento in cui la nave è in procinto di partire. — Queste medes'me indagini non possono essere compiute posteriormente, quando la violazione del blocco è gia awenuta e quando difettano quegli dementi che soltanto a tempo debito avrebbero potuto essere apprezzati ad ogni possibile effetto .... Nessun dubbio .... che la figura giuridica della violazione di blocco, con le sanzioni che ne sono la conseguenza, non si delinei necessariamente, in ogni caso, per U solo fatto che la nave abbia materialmente oltrepassato la linea, sprowista di salvacondotto. E dif atti questa Cornmissione, in altro riscontro, e precisamente per il veliero greco Pericles (voir supra), ordinó il rilascio perchè ritenne provato che la nave non approdó a Gallipoli, dove era diretta, per un evento di forza maggiore. — Ma se dalla disposizione dell'art. 4 (en particulier le mot „potranno") risulta che la confisca della nave non puó essere ordinata se non dopo la valutazione degli elementi costitutivi la violazione di blocco,

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