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Giosuè Carducci "Italico vate"

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piü tardi, ma questa volta in una visione chiara della storia, nell' affermazione esatta del suo pensiero e in un ritmo nuovo, quando pacato e sereno e quando rapido, quasi tumultuoso, in quella sua saffica „Alle fonti del Clitumno", ch'è la piü austera e classica delle sue Odi Barbare.

S'apre con un quadro campestre dai tocchi classici virgiliani e oraziani, vera visione rustica, che dinota profondo senso della vita dei campi. Comunione diretta con la natura ebbe infatti il poeta e da essa trasse conforto allo spirito ed impressioni ed immagini pei suoi canti. Chi non ricorda 1'invito dei cipressetti di Bölgheri?

Rimanti: e noi, dimani, a mezzo il giorno, Che de le grandi querce a 1'ombra stan Ammusando i cavalli e intorno intorno Tutto è silenzio nell' ardente pian,

Ti canteremo noi cipressi i cori Che vanno eterni fra la terra e il cielo: Da quegli olmi le ninfe usciran fuori Te ventilando co '1 lor blanco velo;

E Pan 1'eterno che su 1'erme alture A quell' ora e ne i pian solingo va II dissidio, o mortal, de le tue cure Ne la diva armonia sommergera.

Di piü egli esalta la terra e i lavoratori della terra. II cantore di Virgilio intese che nella terra è la forza delle nazioni e nella „giustizia pia del lavoro" 1'awenire dei popoli e nel suo discorso su Virgilio presagi all' Italia, nel ritorno ai campi, 1'antica grandezza.