is toegevoegd aan uw favorieten.

Giosuè Carducci "Italico vate"

Onderstaande tekst is niet 100% betrouwbaar

24

cisamente il carattere italico della sua poesia. Ma aspetti multipli presenta la sua opera e lo sa chi di voi s'è piegato sulle sue pagine a viverne 1'essenza poëtica. V'è pure in lui un profondo senso umano che sconfina dai limiti della patria per entrare in quelli piü vasti del mondo. V'è in Carducci il cittadino e 1'uomo. Questo piü largo senso umano della sua opera lo rilevü in una mirabile pagina, che mi perito porre accanto alla mia modesta prosa a conclusione del mio discorso, un maestro della critica, profondo filosofo e lucido esteta: Benedetto Croce, „carducciano impenitente".

„Nel Carducci è essenziale e integrale non solo lo stile, ma il sentimento del mondo, e perciö altra volta io ebbi a definirlo poeta-vate, poeta eroico, „un ultimo e schietto omerida". La battaglia, la gloria, il canto, 1'amore, la gioia, la malinconia, la morte, tutte, le fondamentali corde umane risuonano e consuonano nella sua poesia, che appartiene veramente a quella che il Goethe chiamava „poesia tirtaica", atta a preparare e confortare 1'uomo nelle pugne della vita con 1'efficacia del suo tono alto e virile. Questa integra umanita non è forse tra le minori cause che rendono il Carducci scarsamente accetto in tempi nei quali la sanita sembra cosa inferiore, la semplicita cosa povera; ma tuttavia essa forma il carattere di tutti i grandi spiriti. E se pochi, nella letteratura europea della seconda meta del secoio decimonono, ebbero quel carattere, il Carducci fu tra i pochi. A lui, ripensando all' opera sua, noi siamo mossi a rivolgere la parola con la quale egli vagheggiö e salutö la rievocata immagine di Torquato Tasso, giungente nell' epica Ferrara della Rinascenza:

D'Italia grande, antica, 1'ultimo vate or viene!