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Dante Alighieri, 1321-1921

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A. W. BYVANCK

rentina, come ora noi la consideriamo, e cosi nei tempi che vennero subito dopo 1'Alighieri molta importanza annettevasi all'arte di Giotto. Ciö che evidentemente Dante non fece, altrimenti non avrebbe potuto mettere i due Guidi di fronte ai due pittori. Anche questa osservazione ci puö essere di grande importanza in un giudizio suil'arte di Cimabue e ci potrebbe forse rappresentare sotto un nuovo aspetto la piü antica pittura fiorentina. In tal guisa la nostra mente corre sempre edi nuovo allo speciale significato dell'unica comunicazione lasciataci in proposito dal poeta.

Unica è infatti tale comunicazione; giacchè questa è la prima volta che ci è dato di scorgere i segni del rapporto personale di un artista della parola con un artista della visuale, ed è pure la prima volta questa che noi udiamo parlare con cognizione e con stima dell'arte del proprio tempo. Neppure neü'antichitè riscontriamo un tal fatto: se Aristofane paria di Euripide, il grande drammaturgo del tempo suo, egli piü che altro mira a diminuirne la fama di fronte aü'antiquata opera di Eschilo. E quando, nell'epoca ellenistica, si cominciö a scrivere di arte, se ne vedeva 1'apogeo non nel proprio tempo, ma nel periodo di Alessandro Magno col pittore Apelle e lo scultore Lisippo. L'arte del proprio tempo era alquanto inferiore e 1'artista consideravasi un semplice lavoratore. Ma nei tempi di Dante le cose stanno ben altrimenti: vedonsi insieme uomini di stato, pittori, poeti, e l'arte segue rigogliosa la sua via ascensionale. E' noto quanto arduo riesca veder 1'apogeo dell'arte nell'arte del proprio tempo di fronte all'arte del passato. Ciö è possibile solo in tempi di rapido progresso. Cosi fu nei tempi di Dante, nei quali non solo avevasi la sicurezza che la nuova poesia o la nuova pittura superava le anteriori, ma si era eziandio convinti che le creazioni artistiche del proprio tempo poteano rivaleggiare con l'arte dell'antichita. — Se Virgilio è „maestro e autore", accanto gli sta, da eguale, Dante.

A. W. BYVANCK