is toegevoegd aan uw favorieten.

Dante Alighieri, 1321-1921

Onderstaande tekst is niet 100% betrouwbaar

Le cose tutte quante Hann'ordine tra loro; e questo è forma Che 1'universo a Dio fa simigliante (Par., I, 103). La mèta comune è di avvicinarsi a Dio, al „perfetto veder", come leggesi in Dante (Par., V, 5). A tal uopo gli abitatori dei cieli devono approfondirsi nella conoscenza di Dio; il loro compito è di natura scientifica. Dissi dianzi di scuole e di uffici; dirö ora che vi si usa una specie di telefono senza fili (I, 39); le grida che si innalzano dalla „terra oscura" vengono accurata' mente registrate ond'essere poscia analizzate (1,94). „Lafede è ivi virtü di analisi scientifica" (II, 188); non è, come in terra, qualche cosa di indeterminato, tra fiducia e conoscenza della verita; „il progresso nelle cognizioni e nella beatitudine procédé di conserva" (II, 127). Un tale concetto intellettualistico viene per cosi dire temperato da quest'altro, che „1'amore è il primo e il supremo comandamento" (II, 72); „se noi piü ci avviciniamo all'irraggiungibile Luce vediamo che tutte le cose mirano a un principio centrale, e questo principio è 1'Amore, che è base di tutte le cose create" (II, 240); „sapienza è amore unito a conoscenza" (II, 99).

Paragoniamo ora tutto ciö con quello che Ci insegna Dante. Anche nella sua descrizione del Paradiso celeste, la scienza vi occupa un ragguardevole posto, pur non neU'identica guisa del Cielo di Zabdiel, nel quale non si fa parola, come facemmo di gia notare, nè di teologia nè tampoco di dogma cattolico, nèdi filosofia astratta, ma sibbene di questioni e problemi che, sulla terra, sono oggidi all'ordine del giorno, come, ad esempio, la dottrina dell'evoluzione, il crescere delle cose animate e inanimate, la quarta dimensione, e via dicendo. Tuttavia, nella descrizione della dottrina dell'evoluzione riconosciamo un concetto caro a Platone, e che Dante stesso fa suo: „Vedemmo tutti i prodotti animali e vegetali, e non come sono da voi sulla terra, ma nella loro perfezione" (I, 58). Un altro divario che presente Dante sta in ciö ch'egli pone solo in via incidentele problemi d'indole prettamente scientifica, come 1'origine delle macchie nella luna; egli non descrive 1'ascesa, diremo cosi, graduale alla perfezione per mezzo di uno studio continuo;per lui la maggiore o minore beatitudine dipende essenzialmente