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Dante Alighieri, 1321-1921

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versione la medesima forma. Noi vediamo infatti il traduttore della „Teseide" del Boccaccio (vedi pag. 57) sostituire all'endecasillabo il verso di quindici sillabe. Quale piü arduo compito non sara quindi tradurre in terzine greche il poema di Dante, nel quale non solo la potenza del dire costituisce addirittura la disperazione di ogni traduttore, ma la lingua stessa presente tante numerose abbreviazioni, massime nella forma dei verbi! Ed è appunto la forma che in Dante assume un significato cosi straordinario, cosi simbolico; apportarvi un qualunque mutemento equivale a rinunziare a qualcosa di essenziale. Kalosgouros, che traduce in terzine sciolte e in versi ditredici sillabe, pare a noi che piü di ogni altro s'awicini alToriginale, pur essendo anche lui costretto arinunciare al simbolismo della forma.

Eppure possiam dire che, quantunque ci manchi ancor sempre una traduzione integrale della Divina Commedia, evidente appare per molti segni l'influenza di un tale capolavoro di poesia nella nuova letteratura ellenica che si puó chiamare 1'ateniese. E valga per tutti questo unico esempio che qui per finire citeremo. II piü grande poeta vivente della Grecia, KostisPalamas (nato nel 1859), mostra, attraverso tutto 1'arte sua, una tale affinita con „1'Altissimo Poeta" d'Italia, che non puö essere dubbia la sua profonda ammirazione per Dante, quand'anche egli non ce 1'avesse numerose volte chiaramente manifestata.

D. C. HESSELING

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