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Dante Alighieri, 1321-1921

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PM

ne discopre le sorgenti, da cui scaturisce libero di corso e di propria volonta il grande fiume, colui non è, no, assalito dalla manïa di rimpicciolire 1'indipendenza del genio, poichè sempre potra dire: anche egli dunque attinge la linfa, la vita sua altro ve, proprio come noi facciamo! Lungi dal muovergli un tale rimprovero, noi intendiamo e vogliamo imparare a capire la libera forza dello spirito, noi vogliamo vedere coi nostri propri occhi come le piü grandiose cose possano, per forza propria, svilupparsi e crescere, dal minimo germe, ch'è di noi tutti, e dal quale noi tutti traemmo 1' origine nostra, cosi che possiamo dire: Anche noi siamo come lui.

Nulla v'ha al mondo capace di elevarci cosi come 1'intima conoscenza del genio. Giacchè 1'eccellenza dello spirito piü radiosamente colpira il nostro intelletto quanto piü chiaro ci apparira come la materia piü sempüce si plasmi nelle mani del maestro nelle piü potenti immagini, la cui anima e il cui corpo senza tregua ergonsi dinanzi a noi quali messaggeri dall' eternita. E quei messaggeri ci annunzieranno, pur nei momenti nei quali noi non vorremmo udirli, che v'ha pure lassü un posto per noi.

La Divina Commedia dell'Alighieri ha dato lo spunto piü a studiare la visione del poeta, che il poeta visionario stesso. E' questa appunto la ragione percui in queste poche pagine del libro che il Grande commemora, la nostra attenzione è attratta e concentrata su Dante medesimo, E' universalmente noto che, giè prima dell'esistenza della piü grandiosa opera poëtica di tutti i tempi, molti dettarono le loro visioni dei regni ultraterreni. E dotti di grande autorité, come ad esempio gl'inglesi Dods') e Boswell2), paragonarono quelle antiche visioni a quella del sommo poeta italiano. La loro opera è, perö, sotto un tal punto di vista, incompleta, poichè attribuirono una importanza affatto secondaria alla parte svolta dall'autore, dal veggente. Che un tale concetto sia inesatto ci proveremo di spiegare nelle pagine che seguono.

Una delle piü antiche visioni cristiane occidentali si è quella dei monaci Teofilo, Sergio ed Igino3). i quali si posero iri via

') Forerunners of Dante, Edinburgh, 1903. ~) An Irish precursor of Dante, London, 1908. *) Acta sanctorum, Octobris, torn. X p. 563.