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Dante Alighieri, 1321-1921

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LA FILOSOFIA AI TEMPI DI DANTE

Tn nessun periodo del medio evo la filosofia siprestava tanto ad ^essere trasportata ad un' armonia cosi sublime dall'interpretazione ideale di sintesi poëtica, come negli anni durante i quali possiamo considerare la filosofia di Dante arrivata al pieno suo sviluppo, cioè sulla fine del secoio XIII e sul principio del XIV.

Dopo la grande lotta delle dottrine, che aveva portato la scolastica al culmine del suo sviluppo, le posizioni dei due partiti avversari si erano nettamente delineate, mentre la chiara definizione dei loro sistemi faceva spiccare piü che mai le loro divergenze.

Ma i contrasti esistevano soltanto nella diversita dei principi, poichè le sottigliezze e le pedanterie non avevano ancora abbassato la scolastica al livello di decadenza che durante un secoio doveva impedire qualunque rinascenza scientifica.

A questo punto culminante di costruzione positiva è manifesto che la filosofia del medio evo è stata un'opera di collettivitè e di tradizione, malgrado tutte le divergenze di opinioni.

Col suo ideale dogmatico di salute cristiana, il medio evo è rimasto estraneo ad ogni individualismo, ed è questo ideale di perfezione morale nell'al di la che da al pensiero quella tinta di misticismochealla fine faimpaUidire la sapienza di questomondo, .... il pan degli angeli, del quale Vivesi qui, ma non sen vien satollo(Par. II, 11), davanti alla piena soddisfazione che la mente assetata puö ottenere poi nel Paradiso.

Perció non si dovrebbe mai separare la scolastica dal misticismo, essendo la loro divergenza piuttosto graduale, secondo l'influenza piü o meno diretta che aveva quel desiderio della vita eterna suH'ordinamento deU'attivita intellettuale. Giustamente il Dott. Is. Van Dijk („La Vita Nova di Dante", Groninga 1920, pag. 113) ha chiamato il pensiero scolastico un'opera di piëta persónale, nella quale 1'intelletto e 1'affetto producono