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Dante Alighieri, 1321-1921

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La funzione della luce nella formazione dell essenza delle cose materiali si riconnette alla teoria propria dei neoplatonici sulle forme sostanziali. Secondo questa teoria una cosa materiale non esiste in una sola forma, ma sarebbe invece composta di materia, di corporaHtè, di sesso, di genere e di una forma individuale. Questa „pluralitas formarum" ha conseguenze importanti specialmente per 1'antropologia. Essendo il corpo definito dalla sua forma propria essenziale, 1'unita sostanziale del „compositum" umano è infranta, e 1'anima diventa indipendente non solo per ció che riguarda lo sviluppo della cognizione sensitiva, ma anche dove si tratta dell'appropriarsi delle cognizioni intellettuali, di ogni impressione materiale. Abbiamo giè parlato dell'intervento necessario deU'ispirazione divina per ottenere ogni cognizione definitiva e sicura. Ora, oltre 1'intelletto e 1'ispirazione, si presenta un altro elemento costituente della cognizione, cioè la volontè, la quale richiede per ogni esame la certezza. Quest'ultimo parere discende direttamente da S. Agostino e anche le altre teorie neoplatoniche di questa corrente scolastica erano state trasmesse quasi esclusivamente dall'Ippone, che viene considerato come la piü alta autorité in materia filosofica e teologica.

Per quanto riguarda il gruppo speculativo dei platonici del secoio XIII non ce ne dobbiamo meravigliare. Sorprende invece di vedere Rogere Bacone, seguace della stessa scuola, con tutta la sua predilezione per le scienze naturali fare omaggio alla dottrina sommamente mistica di S. Agostino intorno alla conoscenza deU'ispirazione divina. Eppure facendo ciö egli è perfettamente coerente a se stesso. La cognizione per via esperimentale, bensi da lui, con zelo fervente, spinta ai risultati piü mirabili, non rimane che una debole imitazione di quella unica vera esperienza interiore che ci fa percepire, direttamente, le cose soprasensibili per mezzo deU'ispirazione divina.

Questa ispirazione divina è il tormento della scuola neoplatonica medioevale e soltanto S. Tomaso d'Aquino riesce a liberarne interamente la filosofia. Ma egli con i suoi principi aristotelici non è isolato.

Se dopo 1'agostinismo conservativo guardiamo 1'altroestremo, vediamo che S. Tomaso si trova presso a poco nel mezzo

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