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Dante Alighieri, 1321-1921

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DANTE E PETRARCA A MARIA

„ Vergine madre, Figlia del tuo Figlio, Umile ed alta piü che creatura, Termine fisso d'eterno consiglio,

Tu se'colei che 1'umana natura Nobilitasti si, che il Suo Fattore Non disdegnö di far si sua fattura."

Cosi esordisce la „santa preghiera" che San Bernardo rivolge a Maria e che inizia quel XXXIII canto che chiude il Paradiso e in pari tempo la Divina Commedia e la vita poëtica del1'Alighieri.

Lo spirito che da una scienza ancor primitiva avea concepito come nessun altro mai 1'universo nel suo ordine e nel suo equilibrio radioso; lo spirito che in attiva estasi avea conosciuto piü e meglio che ogni altro i misteri divini, avvicinasi qui, tutto compreso di sapienza e di adorazione, al piü alto concetto del divino in figura umana, intraveduto in Beatrice negli anni giovanili: la Vergine, che nella sua pura bellezza e nella sua ingenua umilta, mostraci la umana natura nobilitata al suo piü eccelso grado: la Santa Vergine che è Figlia e Sposa e insieme Madre di Dio.

E comprendendo, come niun altro, le correnti d'amore che compenetrandosi effettuarono la ri-creazione di Dio medesimo, 1'Alighieri ci porge quello stesso ordine ed equilibrio mistico nell'armonia divina, quale astronomica simmetria, quale spleridiente aritmetica della parola sua: Vergine — e Madre; figlia — del suo figlio; umile — ed alta; nell'eternita — un termine fisso! E finalmente il sublime giuoco di parole, che par risolva 1'imperscrutabile mistero nella sua mirabile perfezione: il Creatore, cioè, che ri-crea se medesimo, quale creatura della piü nobile delle Sue creature, per manifestarsi, con tal fatto, il Creatore che è Amore: