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„se in un fondo anche non chiuso il proprietario ponga dei segnali visibili per avvertire che intende vietare 1'esercizio della caccia, questi segnali debbono bastare perchè non si abbia ivi ad esercitarla abusivamente contro Ia palese inibizione del propietario. E colui che la esereitasse incorrerebbe senza dubbio nella penalita che in detto articolo è stabilata. E per contrario, poichè il fatto di esistere sul fondo seminati o frutti danneggiabili, ovvero uve non ancora raccolte, non potrebbe per sè solo bastare, ai termini del citato articolo 428 del codice penale, a costituire reato, quando non fosse accompagnato dalla circostanza di avere il proprietario apposto anche un segnale visibile per vietare la caccia, sembra indiscutibile la conseguenza che non incorrerebbe in alcuna pena colui che entrasse nel fondo altrui aperto, sebbene vi fossero frutta o sementi, per esercitarvi la caccia. Le leggi speciali gia vigenti nelle provincie venete e meridionali dovrebbero in tal parte ritenersi abrogate, e non ostante le disposizioni in esse contenute e la consuetudine in quelle provincie invalsa, se i proprietari di fondi aperti intendono di vietare in essi 1'esercizio di caccia, è mestieri che appongano sempre i segnali che fanno palese un tale divieto, sia che nei fondi vi fosse o pur no la vendemmia, o vi fossero serainati e frutta pendenti." De Minister zag zijne opvatting gedeeld door het Hof van Cassatie in een arrest van 17 Maart 1899 l). Maar, ook in Italië is het oordeel van de hoogste rechtscolleges niet bestendig van duur. Reeds in zijn arrest van 25 September 1902*) toch kwam het Hof op zijne vroegere meening terug en stelde zich nu op het standpunt van den voorrang der oude wetten. In de overwegingen van dat arrest heet het: „Dunque, per effetto di questadisposi•• zione, devono osservarsi tutte le leggi speciali sulla caccia,

1) Sinossi giuridica, Afl. 155, ad art. 428.

2) Atti parlamentari. Camera dei Deputati. Legisl. XXII. Sess. 1904— 1905. Documenti. — Diaegni di legge e relazioni. — N°. 228 bl. 4.

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