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Dante Alighieri, 1321-1921

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stesso si gloria. — Ma tutti questi chiarissimi nomi di artisti non sono piuttosto presentati, come si ebbe gia ad osservare'). esclusivamente come esempi senza un proprio significato o una propria figura? I versi di Dante non son forse da concepirsi scolasticamente ed eticamente invece che umanisticamente e storicamente? Non paria qui Dante forse soltanto della vanitae fugacita della gloria terrenache, come il vento, cambiadi nome, a seconda del gioco della fortuna, e trionfa su ogni individualita? Non pone qui il poeta 1'arte al di sopra di tutti gli artisti?— Un tale concetto è perö erroneo, poichè Dante sa benissimo che 1'arte esiste esclusivamente per virtü delle persone e nelle persone medesime. Ció emerge chiaro non solo dalle parole: „se non è giunta dall'etati grosse", le quali debbono comprendersi solo storicamente, ma anche dalle altre: „piü ridono le carte" che dipinse Franco da Bologna, parole queste ultime che esprimono un sincero è chiaro apprezzamento personale dell'artista e dell'arte; ciö confermano pure altre espressionidi cui Dante si vale, come ad esempio: „tener lo campo; aver Ü grido; cacciar di nido". E qui noi vediamo insieme commisti, in maniera sommamente caratteristica, concetti medioevaliscolastici e umanistici storici. Dante ci offre qui realmente il suo proprio giudizio sul vecchio e sul nuovo stile2).

Le parole del divino poeta costituiscono quindi per noi una base certa e fidata per una nettaintelligenzadell'operadi Cimabue. Ció fu capito fin dalla Rinascenza, e Cimabue dovette in quel tempo la sua gloria, cosi come 1'antico Policleto, ai versi della Divina Commedia. Vere notizie su Cimabue i tempi immediatamente dopo Dante, non ce ne offrono ormai piü. Tutto quello che di lui si racconta altro non è che pura leggenda. Ma noi dobbiamo distinguere tra le notizie vere e 1'interpretazione che vi si volle dare.

Cimabue, senza dubbio, non era una figura leggendaria, e per la storia dell'arte certo egli riveste una reale importanza. Secondo Dante, che ne conosceva e apprezzava 1'arte, Cimabue fu il maggior pittore del periodo che precedette Giotto. Se

») Karl Vossler, „Die göttliche Komödie". II 2(1910\ pag. 1118idtatoeaccettatoda Dvorak, Kunstgeschichtliche Anzeigen, 1913, pag. 79. -) Rintelen, Monatshefte für Kunstwissenschaft, X, 106.